Raffaello Raffaelli - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879
Essendosi rinnovato il contratto dell'Esattoria comunale l'il luglio del 1877 per un quinquennio, la somma proposta per la riscossione annua fu stabilita in L. 82,983. 19. Gli elettori amministrativi ascendono a 348; e politici a 165.
Nello Statuto della Repubblica di Lucca del 1308, si trova notato Castelnuovo con Palleroso e Gragnanella come parte della Vicaria di Castiglione. Quando nel febbraio del 1430 Castelnuovo cadde in potere degli Estensi, formò una Vicaria propria, a cui dette il nome e ne divenne il capoluogo. Comprendeva le terre di Corfino, di Villa Collemandina, di Sassorosso, di Massa, di Magnano, di Pievefosciana, di Pontecosi, di Gragnanella, di Bargecchia e di Eglio, che prima apparteneva alla Vicaria di Camporgiano.
Lo Statuto più antico di Castelnuovo, arrivato sino ai giorni nostri, si conserva a Lucca nel R. Archivio di Stato; ha in calce l'approvazione d'Alfonso I Duca di Ferrara, de' 19 dicembre 1508, il suggello di lui e la firma del Segretario Giuliano Magnanini.
In antico il Comune si governava con un Consiglio composto di 50 uomini, scelti per metà nel castello e per metà ne' villaggi che vi erano uniti. La rappresentanza municipale interveniva annualmente alle funzioni ecclesiastiche o sola o colle altre Autorità militari e civili, e vestiva una toga di damasco nero, con fodera di damasco rosso, e berretto in testa. Il Podestà o Sindaco distinguevasi da un cordone con nappe d'oro, che portava al collo, e da un bordo uguale al berretto (1). Quest'uso venne meno dopo il 1859, quando la Garfagnana passò a far parte del Regno d'Italia.
In antico era un castello assai piccolo. Alcuni vogliono fosse costruito sul colle di S. Niccolao, così chiamato da una chiesa dedicata a quel Santo, la quale esisteva anche in tempo non molto remoto sulla sinistra del Serchio; e lo argomentano dai ruderi di vetusti fabbricati che tuttavia vi si veggono. Il Bertacchi pretende invece che la torre ettagona, con altri muri all'intorno, di cui scorgonsi gli avanzi sul poggio, siano opera romana; e crede (non so peraltro con qual fondamento)
(') Decreto de' 17 marzo 1827. Atti governativi n. 1036.
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