Raffaello Raffaelli - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879
che queste opere di fortificazione venissero erette da Silla, quando durante la guerra civile con Mario, dovette ritirarsi attraverso le nostre montagne. Altri lo ritengono opera della Contessa Matilde; ma contro il vero, giacché di Castelnuovo e della sua chiesa parrocchiale di S. Pietro è fatta menzione in più strumenti del secolo VIII, che si conservano nell'Archivio Arcivescovile di Lucca. Il colle di S. Niccolao avanti il mille si chiamava Nerbone ed anche Castel del Leone. Raccontano i cronisti che venne messo alle fiamme dai Genovesi nel 959, e rifabbricato col nome di Castel Leone di Sotto. Più tardi il tratto di paese a greco del castello venne chiamato Cellabaroti, come apparisce da una Bolla di Papa Alessandro III del 1168, diretta al Pievano di Pievefosciana, nella quale si parla della chiesa de' SS. Nicolao e Giusto di Cellabaroti, che poi nel 1446 venne separata da quella di S. Pietro di Castelnuovo. Il 16 settembre del 1454 fu ordinato agli Operai di S. Pietro di restituire le terre tolte al Romitorio di S. Niccolao di Cellabaroti; e il 29 ottobre del 1468 il Rettore dell'Ospedale di esso Romitorio deputava in Vicario di quel luogo il Rettore di S. Pietro. Sorgeva nella pendice a levante della città, dove adesso si trova il borgo di Santa Lucia. Ebbe Signori suoi propri, che vengono nominati nel diploma di Federigo I a favore de' Garfagnini del 5 marzo 1185. Tra quelli che nel 1228 giurarono fedeltà e obbedienza a Papa Gregorio IX si trovano Ugolino e Guido di Cellabaroti. Erano del ceppo de' Rolandinghi; ed infatti, in uno strumento d'investitura della Pieve di Loppia dell'anno 1213, in cui si fa menzione di questa consorteria, trovansi nominati i figli di Ugolino e Guglielmo di Cellabaroti, che portavano il nome stesso de' propri genitori, non che un Tommasino, un altro Guglielmo ed un Orlando, nati di Ugolino il giovane.
Rimpetto a Cellabaroti, racchiusa fra l'angolo che formano il Serchio e la Turrite, sorgeva assai angusta nel suo nascere la terra di Castelnuovo, fabbricata sopra un piccolo piano; fiancheggiata e sorretta da ogni parte dagli scogli che s'innalzano dall'alveo dei due fiumi. Chiunque ha pratica de' luoghi, potrà anche oggi formarsi un'idea precisa del perimetro del vecchio Castelnuovo, se ponga mente agli avanzi delle antiche mura, che staccandosi al confluente delle due acque, in forma di ellisse girano a tramontana fino a congiungersi colla Rocca, basata nelle roccie della Turrite, che si estendono fino a S. Pietro. Questa chiesa esisteva nel 740, come risulta da un documento dell'Archivio Arcivescovile di Lucca, ricco d'altre carte che la risguardano.
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