Raffaello Raffaelli  - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879

Serchio era la Matrice dell'altra dipendente dalla Diocesi di Luni-Sarzana. Soltanto nel 1826 venne sottoposta alla nuova Diocesi di Massa-Carrara. L'opera del tempo aveva ridotto la chiesa di S. Pietro in tristissime condizioni; per la qual cosa nel 1504 fu restaurata dai fondamenti, ornata di colonne, rifatta la facciata di pietra arenaria (1). Poco dopo venne costruito il campanile. Il Vescovo di Lucca Francesco Riario Sforza concedette facoltà di erigervi il fonte battesimale e di benedirlo il Sabato delle Pentecoste, non quello Santo, com'é l'uso comune, obbligando però il Comune a pagare ogni anno all'Episcopio nelle feste di Pasqua una libra di cera lavorata. Ne fu fatta la consacrazione il 1581, essendo Vescovo di Lucca Alessandro Guidiccioni il vecchio. Da prima era governata da un Rettore, che nel 1398 ebbe il titolo di Vicario Foraneo, e dall'allora in poi cessò di essere soggetto al Pievano di Pievefosciana. In appresso fu nominato Arciprete; poi Abate Mitrato, con Bolla di Pio VI de' 24 maggio 1791. Fino dal marzo del 1637 il Parlamento fece calde istanze al Duca perché in Castelnuovo fosse eretto un Vescovato, ma inutilmente. Nel 1833 il Comune insieme colla Fabbriceria Abbaziale chiesero il permesso di erigere la chiesa di S. Pietro in Collegiata, con dotarla in proprio. Nemmeno il nuovo disegno trovò favore, e il Duca 1'8 maggio dichiarava «doversi rimettere la cosa a maggiore opportunità». Con tutto ciò se in Castelnuovo non si ha un Vescovo, si hanno però le funzioni episcopali. Morto che fu Monsig. Abate D. Giacomo Simonetti di Fosciandora, il Consiglio Comunale temendo che la scelta del successore potesse cadere su persona non ben veduta dal popolo, ai 26 marzo del 1833 pregò il Principe a fare in modo che nella nuova elezione si prescindesse dalla formalità del concorso. Dall'Abate Mitrato di S. Pietro dipendono le altre chiese ed oratori della città e due Cure di Torrite e Monterotondo. La chiesa di S. Pietro ha tre navate, con nove altari, fra' quali è degno di essere notato quello di S. Giuseppe, abbellito

(1) Sotto il cornicione fu posta la seguente epigrafe, che più non si legge al dì nostri, essendo in gran parte consumata dai geli:

HOC IN TEMPLO SUMME DEUS EXORATUS ADVENI ET CLEMENTI BONITATE PRECUM SUSCIPE VOTA LARGAM BENEDICTIONEMHIC IN-FUNDE IUGITER HIC PROMEREANTUR OMNES PETITA ACQUIRERE ET ADEPTA POSSEDERE CUM SANCTIS PERENNITER PARADISUM INTROIRE TRANSLATA IN REQUIEM.

Raffaelli - Castelnuovo Garfagnana - pag.19                  (continua)           (torna inizio)