Raffaello Raffaelli - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879
da' suoi Capitoli approvati dal Cardinale Buonvisi Vescovo di Lucca 1'8 ottobre di quell'anno; in cui ottenne pure il privilegio di essere aggregata alla Confraternita del Pianto di Roma. In questa chiesa si vede un bel quadro rappresentante S. Biagio, opera del nostro esimio pittore Giuseppe Pierotti. Vi furono fatti diversi restauri ed abbellimenti nel 1846. Benché scarsa d'entrate, è ricca d'arredi sacri, e per lo zelo e le solerti premure de' suoi amministratori ha potuto effettuare, nel giro di pochi anni, tanti acquisti e tanti lavori da sgomentare al confronto le Opere più doviziose delle nostre chiese.
Venne costruito nel 1659 dal Cav. Grazio Bertacchi, e vi si riunì anche una Confraternita. Nel 1770 essendo stati assegnati all'Ospedale tutti i beni di diverse chiese e Compagnie soppresse, il Comune, ai 17 di agosto, ottenutane licenza dal Dicastero del Buon Governo, stabilì di ridurre a Teatro questo Oratorio, dandolo in livello ai Soci ed ai loro discendenti di maschio in maschio, con l'onore di un annuo canone. Il Teatro fu costruito sul disegno del Capitano Ing. Filippo Del Medico di Carrara; tornò proprietà del Comune, dopo la costruzione del nuovo, nel 1860. Anche l'Oratorio del SS. Crocifisso si vendette, e dalla famiglia Satti venne ridotto ad uso di abitazione.
E' un grazioso ed elegante Oratorio posto nel borgo omonimo, restaurato non ha guari a cura di una Confraternita che porta lo stesso nome, e che a proprie spese lo mantiene del bisognevole con politezza e decoro. Il giorno di Santa Lucia vi si fa ogni anno festa solenne, ove concorre gran numero di popolo. Tutte le Confraternite che erigevansi nelle diverse chiese non solo di Castelnuovo, ma dell'intiera Provincia erano obbligate di presentare i loro Capitoli al Governo e riportarne l'approvazione.
Le grandi e folte boscaglie che coprivano i dossi ed i fianchi delle garfagnine montagne impedivano (come è chiaro) alle acque di precipitare istantaneamente torbide e vorticose dalle vette dei colli in seno dei fiumi, e produrre quelle spaventevoli piene, di cui ad ogni imperversare di piogge noi siamo, purtroppo, spettatori, come lo sono in altre parti d'Italia. Il perché non è meraviglia se dal lato settentrionale della nostra
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