Raffaello Raffaelli - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879
tarlo Andrea Codebò; aggiungendo il seguente rescritto. « Cesare Duca di Modena. Illustrissimo Nostro carissimo. Ese-« guirete la continenza del Nostro Rescritto, annotato alla sup-« plicazione di codesta Comunità di Castelnuovo, che qui an-« nessa vi rimettiamo. E Dio vi contenti. Di Modena, a dì 30 « dicembre 1620. Cesare.
S. ANTONIO
Anche nel borgo di S. Antonio esisteva un'antica chiesa dedicata a questo Santo, la quale, insieme con gli Oratori del Suffragio e del Crocifisso, venne soppressa nel 1770. Il Comune, ai 7 luglio di quell'anno, deliberò di trasformarla ad uso di quartiere pei soldati, secondo il progetto redattone dal Del Medico, la qual cosa non ebbe poi effetto. Come apparisce da una iscrizione, che tuttavia vi si legge, il Conte Cammillo Poggi Governatore della Garfagnana molto si adoperò perché venisse ridonata al culto; e lo fu di fatti nel 1791, nel qual anno venne ribenedetta da Monsignor Filippo Sardi Arcivescovo di Lucca. Niente in essa troviamo che meriti di essere ricordato; dobbiamo però augurarle che una mano benefica e generosa venga in suo soccorso e la riduca in uno stato più conveniente e decoroso.
Prima di parlare di questo convento, stimo far cosa grata ai lettori della Garfagnana, dando un breve cenno intorno ad Alfonso III d'Este, che ne fu il fondatore. Nato ai 21 ottobre del 1591, tenne vita libera e licenziosa nella giovinezza; e nel 1621 corse rischio d'essere ucciso, e dovette la propria salvezza al prete Ciuffardi di Magliano, al quale per riconoscenza assegnò la parrocchia di Molazzana. Isabella di Savoia, sua moglie, sul letto di morte lo scongiurò con tale vivezza d'affetto a mutare costumi, che n'ebbe tocco il cuore. Prese a vagheggiare il disegno d'abbandonare il mondo e ritirarsi in un chiostro; e dopo avere per più anni rivolto nell'animo questo pensiero, il 24 ottobre del 1628, chiamato a sé il P. Felice da Piacenza, Provinciale de' Cappuccini di Bologna, chiese di essere ammesso in quell'Ordine, in cui venne ricevuto come chierico. Fece allora il suo testamento, abdicò la corona a favore del figlio Francesco, e prese gli abiti di Cappuccino col
Raffaelli - Castelnuovo Garfagnana - pag.23 (continua) (torna inizio)