Raffaello Raffaelli - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879
L'Ospedale degli infermi, noto un tempo col nome di Santa Maria e oggi con quello di Santa Croce, ebbe origine nel 1400. Il Comune di Castelnuovo, nell'aprile del 1490, lo incorporò alla Confraternita dei Disciplinati, fondata il 23 aprile del 1454, per opera del P. Francesco Carso, francescano, della quale Monsig. Stefano Trenta, Vescovo di Lucca, approvò i Capitoli nel 1472. Venne ampliato nel 1824, con porzione di una casa attigua posseduta da Antonio Naccarini e dalle sue sorelle. Contro ogni principio d'igiene pubblica e di convenienza è collocato in luogo troppo centrale, ed alla città può tornare da un giorno all'altro di grave pericolo. La qual cosa venne osservata personalmente dal Duca Francesco IV, che propose si vendesse e se ne costruisse uno nuovo in sito più adatto, offrendosi di acquistare egli stesso il vecchio fabbricato. La Congregazione di Carità accolse di gran cuore siffatto disegno, e divisò d'innalzare il nuovo Ospedale presso la porta di Santa Lucia in un terreno de' Signori Carli e Coli; ma bisognandovi la spesa di trentamila lire, e mancando i mezzi per farvi fronte, la cosa non ebbe effetto. Poco dopo si pensò di costruirlo nel Borgo di Santa Lucia, ed il Sovrano approvò il nuovo divisamento, a condizione peraltro che sorgesse a contatto di quella chiesa, per non doverne fabbricare una ad uso esclusivo di quel luogo pio; ma anche allora l'utile disegno non ebbe seguito.
Fino dal 1489 tiene il governo dell'Ospedale la Congregazione di Carità e delle Opere Pie, a cui venne affidato ai 23 settembre di esso anno dal Pontefice Innocenzo VIII. Essa amministra eziandio:
1.° L'Ospizio dei Trovatelli, per R. Decreto de' 30 luglio 1864.
2° L'Ospizio di Mendicità, eretto coi fondi del soppresso Monte di Pietà ed aggregato all'Ospedale col R. Decreto de' 7 marzo 1870. Questo Ospizio ha preso un più largo sviluppo, dopo che il Consiglio Provinciale di Massa gli assegnò una parte dei redditi del Legato Aymi-Visconti e del soppresso Monte Frumentario di Modena, repartiti a misura di popolazione fra le Provincie che nel 1859 componevano quel Ducato. Ed uno sviluppo maggiore ha preso anche dopo che il Dott. Pietro Toti, con testamento rogato dal notaio Dott. Giacomo Simonetti il 7 ottobre del 1876, e pubblicato il 6 giugno dell'anno appresso, lo fece erede d'ogni suo avere.
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