Raffaello Raffaelli  - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879

3.° La così detta Eredità Vangioni, ha origine dal testamento di Giuliano Vangioni di Torrite, de' 12 ottobre 1679, con cui ordinava che coi redditi del suo patrimonio fossero dotate le giovani di alcune famiglie, che egli stesso designava. Siffatta amministrazione fu tenuta per qualche tempo da un solo individuo, ma il Duca Francesco IV, con decreto de' 16 marzo 1840, ordinò che fosse affidata alla Compagnia del SS. Sacramento di Castelnuovo, con obbligo però di giustificare ogni anno presso il Governo Provinciale la propria gestione. Dalla Compagnia stessa passò poi alla Congregazione delle Opere Pie, con obbligo di eseguire la volontà del testatore.

4.° II Legato Morelli, istituito dall'Aw. Giovan Michele Morelli di Castelnuovo, con testamento de' 21 dicembre 1825; nel quale dispose che i frutti della sua eredità venissero erogati nel mantenere due giovani agli studi (da portarsi a tre, cessate che fossero alcune pensioni vitalizie) in uno de' luoghi a tale oggetto destinati dal Governo; nel formare il patrimonio ecclesiastico a due giovani chierici; nel dotare fanciulle che si maritassero, o si facessero monache. La somma destinata a ciascuno dei primi è di L. 403,20, oltre a quanto potesse occorrere per depositi in occasione di esami e di dottorato; quella per ciascuno dei due chierici è di L. 224; e quella per ciascuna fanciulla di L. 1680.

5.° Il Legato Corsi, istituito dal Prof. Carlo Corsi, con testamento consegnato in cedola segreta al notaro De Angelis il 14 dicembre 1840, ed aperto il 4 settembre 1846. Ordinò egli che dalla sua eredità fosse prelevata la somma di lire tredicimila, da amministrarsi dall'Abbate di Castelnuovo, dal Podestà di esso luogo e dal Parroco di Capricchia, patria del disponente; e col frutto vi si mantenesse per due anni agli studi di pratica in una delle principali cliniche d'Italia o pure negli Ospedali di Parigi o di Londra un giovane laureato in medicina o chinurgia. Ordinò pure che si mettessero a mutuo 2800 lire, ed il frutto ogni anno si desse per dote a una fanciulla di Capricchia, da scegliersi sempre tra le più povere. In forza di una transazione fra gli esecutori testamentari del Corsi ed il fratello ed erede di lui, sanzionata dal Supremo Consiglio di Modena il 10 novembre 1847, venne assai diminuito siffatto lascito, e fu convenuto che se non vi fosse ne' un medico ne' un chirurgo la pensione dovesse toccare ad un laureato in giurisprudenza.

Raffaelli - Castelnuovo Garfagnana - pag.27                  (continua)           (torna inizio)