Raffaello Raffaelli  - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879

cuzione; la pittura è opera dell'altro nostro concittadino Dott. David Franchi. Entrambi questi uomini egregi amavano di gagliardo amore il paese, al quale erano di onore colle opere loro e di vantaggio colle costanti premure per il pubblico gratuito insegnamento del disegno, dell'architettura, della pittura e della meccanica. Disgraziatamente vennero da morte immatura rapiti alla stima e all'amore di quanti li conobbero. Gli altri artisti che lavorarono a questo Teatro, tranne gli scenografi, furono garfagnini; fatto che ricordo con dolce compiacenza.

MONTALFONSO

Sopra un monte, che resta a cavaliere di Castelnuovo dal lato di ponente, alto 193 metri, se misurasi dalla piazza di esso e metri 453,35 sul livello del mare, sorgeva in antico un villaggio detto del Monte, con chiesa parrocchiale sotto il titolo de' SS. Michele e Pantaleone. La quale nel 1045 apparteneva al Monastero di S. Ponziano di Lucca; risulta da una Bolla di Papa Alessandro III de' 23 dicembre 1168 che fosse filiale di quella di Pievefosciana; venne poi unita all'Arcipretura di Castelnuovo. Il villaggio fu venduto dal Marchese Spinetta Malaspina alla Repubblica di Firenze il 5 agosto del 1341. Ne' suoi dintorni eravi un fortilizio, che dalla parte di settentrione corrispondeva con quello di Cerretoli e dalla parte di mezzogiorno con quello di Torrite.

Sulla cima del monte stesso, Alfonso II immaginò di costruirvi una fortezza, atta non solo a difendere la Provincia contro i Lucchesi, ma a ricoverare gli abitanti di Castelnuovo e le loro sostanze nel caso in cui fossero costretti a mettersi in salvo. Questo intendimento il Duca lo manifestava in modo aperto nella lettera che scrisse a Giovambattista Pigna, Commissario della Garfagnana, il 7 luglio 1567. L'Ing. Marcantonio Pagi ne fece il disegno; la direzione venne affidata al Marchese Cornelio Bentivoglio di Modena. Sembra che vi avesse le mani anche Vincenzo Civitali, architetto lucchese, in bella fama a que'giomi specialmente in fatto di cose guerresche. «L'anno 1566 (così scrive ne' suoi Ricordi) fui condutto dal Sig. Duca di Ferrara in Ungaria alla guerra fra l'Imperatore et il Turco; et vi stei con molta mia sodisfatione, et fui adoperato in molte cose importanti, com'é noto. E ritornato da poi in

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