Raffaello Raffaelli  - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879

GRAGNANELLA

Risalendo la strada Provinciale, sulla sponda destra del Serchio, per metri 2305, fino al Colletto, e quindi abbandonandola per ascendere il colle, che resta sulla sinistra, alla distanza di cinque chilometri da Castelnuovo, trovasi il castello di Gragnanella, composto di 41 abitazioni, con 21 famiglie e 106 abitanti. Ha pure 52 fabbricati sparsi per la campagna, con 16 famiglie e 101 abitanti; sicché la parrocchia ne conta 207. Nel 1600 non ne aveva che 180, e nel 1832 soltanto 157.

La sua posizione è assai amena; fertilissimo il territorio bagnato alle falde dal Serchio; saluberrima l'aria. E' singolare la longevità che godesi in questo paese, la quale si manifestò sempre anche ne' parrochi di esso. Il castello poggia alle ultime pendici del monte Sombra. Vede a levante Pievefosciana, a mezzogiorno Castelnuovo, ed a settentrione gli altri paesi che si estendono fino all'Alpe di S. Pellegrino. Il tratto di strada che da quella provinciale mena a Gragnanella, è pessimo ed appena praticabile con bestie da soma. In antico faceva Comune a sé, ma col volgere del tempo fu aggregato a Castelnuovo.

La sua chiesa parrocchiale è consacrata a S. Bartolommeo, e se ne fa ricordo, sotto il titolo di S. Bartolommeo de Gragnano, nella Bolla di Papa Alessandro III del 1168 diretta al Pievano di Pievefosciana. Il più antico Rettore di essa, di cui ne resti memoria, è Baldassarre Bartolommei, che venne eletto il 30 ottobre del 1488, e la resse per 37 anni. Egli chiese ed ottenne dal Papa il 30 agosto 1498 anche il Benefizio di S. Andrea di Cerretoli attesa la povertà di quello di Gragnanella ('). Tra' successori di Lui, Antonio Bertoni di Vergemoli, nominato il primo giugno nel 1612, ebbe fama di uomo assai dotto e fu zelantissimo del bene della propria chiesa, alla quale rivendicò metà dei beni, che eranle stati illegittimamente usurpati, parte per altrui malizia, parte per negligenza de' Rettori, che lo avevano

per queste parti. Poco dopo furono rinvenute alcune reliquie di due altri cadaveri, che giacevano poco lungi dal suddescritto. In uno dei piccoli vasetti, ivi pure ritrovati, fu tolta una moneta di bronzo colla impronta di Nerone da un lato, ove leggesi Nero . Caesar . A . Germanicus . Imp; e del tempio di Giano dall'altro, e vi si scorgevano le parole Pace . P. R. ubique porta lanum chisit. Fu detto che vi fossero trovate altre monete di diverso metallo ed una medaglia d'oro; ma esse sfuggirono all'Autorità che accorse sul luogo. (1) Memorie Parrocchiali.

Raffaelli - Castelnuovo Garfagnana - pag.36                  (continua)           (torna inizio)