Raffaello Raffaelli - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879
una delle maggiori entrate di quelle località per quanto montuose (').
Le memorie di questo villaggio sono assai più antiche di quelle di Pugliano, mentre sembrano ad esso riferibili due istrumenti, uno del 25 marzo 760, altro del 767, esistenti nell'Archivio Arcivescovile di Lucca. Col secondo de' quali Gandualdo, medico dei Re Longobardi, assegnò in dote al Monastero di S. Bartolommeo presso Pistoia, fra le molte sostanze che possedeva nella Toscana, anche la sua Corte de Antixano in territorio Lunianense, che ritiensi Antognano in Lunigiana. Questo villaggio siede in poggio poco sopra Pugliano, nella valle della Magra, dalla parte occidentale del monte Tea; ed è traversato dalla via mulattiera, per la quale dalla Garfagnana si scende a Casola. In breve potrà unirsi con un braccio alla nuova ruotabile Provinciale. Antognano è distante dal suo capoluogo di Comune chilometri 7, ed una pessima strada mulattiera ve lo congiunge.
Da questo villaggio si ripassa a Metra, e volgendo a destra, dopo circa due chilometri, si giunge a Sermezzana.
E' assai grosso paese, composto di 61 abitazioni con altrettante famiglie, e 415 individui (i quali nel 1832 erano soli 248) compresi gli abitanti del vicino castello di Albiano, di cui 10 assolutamente miserabili. E' collocato su di una graziosa vallata del monte Tea, lungo la strada, ora mulattiera, ma che diverrà presto ruotabile, la quale dalla valle superiore del Serchio passa in quella orientale della Magra; ed è molto probabile che dalla località in cui giace, traesse il suo nome la Terra. Difatti nel secolo X dicevasi Serra-Mezzana; e così appunto trovasi menzionata in due pergamene lucchesi del 2
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La famiglia Sforza di Montignoso (che da Carlo Lodovico di Borbone, Duca di Lucca, venne ascritta alla nobiltà ereditaria lucchese, con motuproprio de' 2 settembre 1826) andò a mettere stanza ad Antognano nella prima metà del secolo XVIII. Ne fu occasione il matrimonio che Bartolommeo, figlio di Pier Benedetto e di Francesca Andreelli, contrasse con Maria Domenica Giannetti di detto Antognano; matrimonio da cui nacquero nove figliuoli, tre femmine e sei maschi, l'ultimo de' quali, il Cac. Giovambattista, Segretario Generale del Ministero dell'Interno a Firenze, morì il 13 agosto del 1847.Raffaelli - Minucciano - pag.8 (continua) (torna inizio)