Raffaello Raffaelli  - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879

MOLAZZANA

Giace nella valle destra del Serchio, in costa, presso la base australe dell'Alpe Apuana, all'altezza di metri 430 sul livello del Mediterraneo, e fra i gradi 28. 5, di longitudine e 44. 4'2." di latitudine. E' distante otto chilometri da Castelnuovo e quattro da Gallicano, cui la legano gl'interessi giudiziarii della Pretura e le relazioni del suo piccolo commercio. Ha una popolazione di 622 anime spartite in 120 famiglie, con 80 case unite e 72 sparse per la campagna.

Molazzana trovasi ricordata in un Placito che la Contessa Matilde tenne in Villa Faxana il 10 luglio 1105, ad istanza dell'Abate della Badia di S. Pietro a Pozzevoli. Con esso fu decretata la restituzione di alcuni beni che Ildebrando del fu Pagano da Corsena aveva donati a quella Badia; e questi beni erano situati in Corsena, a Granaiolo, a Lugliano, in Montefegatese, in Gallicano, in Molazzana, in Montaltissimo, a Calomini, a Sassi ed altrove. Fin verso la metà del secolo XV, codesto paese fu soggetto alla Repubblica Lucchese; ma il 28 aprile del 1451 il Pontefice Niccolò V, come giudice fra i Governi di Lucca e di Ferrara, sentenziò che anche Molazzana formasse parte della Vicaria di Trassilico sotto la dominazione Estense, come abbiamo già visto altrove. Salito poi al trono Leone X, i Fiorentini divennero padroni della Garfagnana; ma non andò guari che il Duca Alfonso venne acclamato di nuovo Signore della Provincia. Più volte i Lucchesi tentarono di ricuperare le terre in essa perdute.

La famosa giornata del 17 luglio 1583 fece sentire le sue funeste conseguenze anche a Molazzana. Di fatti, veduto da Gallicano il fuoco che divorava il paese di Lupinaia, e saputosi che i dintorni pure di Castiglione erano incendiati dagli Estensi, i Lucchesi affrettaronsi a spedire buon numero di milizie verso Cascio, le quali applicarono il fuoco a diverse capanne incontrate per strada; ma, trovata molta resistenza in quel castello, dovettero retrocedere. Riuscì loro peraltro di penetrare in Molazzana, ove recarono molto danno col sacco e col fuoco. In quella occasione un Nicolao Venturelli di quel paese e i due suoi figli Giovanni e Leonello, con altri giovani dettero prove di sommo valore e coraggio. Accorsi frettolosamente alle armi affrontarono i nemici con tanta forza, e li

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