Raffaello Raffaelli  - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879

dell'attuale chiesa parrocchiale, dedicata a S. Donnino, come si ha da una iscrizione che leggesi in una pergamena racchiusa in un tubo di piombo custodito nell'altare maggiore. Eccone le parole «Nicolaus de S. Donnino, civis et Episcopus Lucensis, hanc Ecclesiam pro salute sua et suorum a fundamentis erexit ann. a Nat. Dom. 1490». Nell'anno precedente avea ottenuto dal Duca Ercole I per sé e pei suoi nipoti l'investitura del feudo di S. Donnino col titolo di Contea, confermato più tardi agli eredi da Alfonso I (1518) e da Ercole II (1535) Duchi di Modena. Mattia Sandonnini si riparò nel 1499 ad Empoli sotto la protezione della Repubblica Fiorentina, da cui ebbe lo stipendio di 26 fiorini al mese ed esenzione da ogni gravezza. La famiglia di lui, che vi si stabilì, si spense poi nel secolo XVIII.

Un prete di questi Conti, chiamato Domenico, fu nel 1546 Rettore di S. Pietro a Castelnuovo; ma codesto sacerdote non dovea appartenere al ramo della nobile Casa che dimorava in Garfagnana, la quale venne affatto distrutta col barbaro assassinio prima del Conte Giovanni Maria ('), poscia della moglie e dell'unico lor figlio Conte Carlo, perpetrato sui primi del 1523 dai sanguinari briganti che infestavano la Provincia ai giorni dell'Ariosto (2). Finalmente una Contessa Vittoria di S. Donnino fu madre del celebre Cardinale Pietro Campori, nato a Castelnuovo nel 1553. Nè qui è da tacersi che un secolo innanzi, cioè il 22 aprile 1430, il Comune e gli uomini di S. Donnino si sottomisero alla Repubblica di Firenze.

(1) Per ciò diceva il Cantore di Orlando nella Satira V; « Qui vanno gli assassini in sì gran schiera «e Che un'altra che per prenderli ci è posta, « Non osa trar di sacco la bandiera.

(2) Dalla lettera dell'Ariosto del 30 gennaio 1524 al Duca Alfonso risulta che il Conte Giovanni da S. Donmino fu ucciso da un Ginese, che fu poi preso da quelli delle Verrucole, e posto in prigione. Egli apparteneva alla banda di Pier Madalena. E il Conte Carlo e la madre di lui furono assassinati da Gio. Madalena figlio di Pier Madalena, come rilevasi dalla lettera de' 29 agosto 1525. La casa di quei Signori fu posta a sacco, e le robe vennero portate dai facinorosi a Don Michele Rettore di Gorfigliano nello Stato della Repubblica Lucchese. In proposito di questo assassinio il Duca scriveva all'Ariosto il 23 maggio 1524 « Perché lo assassinamento nella persona di Conte Carlo da S. Donnino e della madre, con rapimento delle lor robe, fu tanto atroce e di si malo esempio, e tanto ci dispiacque, che sempre avemo giudicato che tutti quelli che ne furon partecipi e colpevoli meritino d'esser severissimamente puniti, e desideriamo che la giustizia abbia loco... vi replichiamo che non solamente contra

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