Raffaello Raffaelli - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879
Il Castello di Sala, chiamato anche Castel Vecchio, e Valico di Sopra, nel 1121 apparteneva a diversi padroni, i quali essendo fra loro in discordia trattarono di venderne ciascuno la propria parte; e di fatti le comprò Benedetto Vescovo di Lucca. La prima parte spettava alle Monache di Santa Giustina di quella città, e l'alienarono per mezzo di Guido, loro fattore, per scudi 200. Altrettando fecero gli altri proprietari, vale a dire Itta vedova di Rodolfo, e Mabilia vedova di Guido, col consenso di Raimondo suo figlio. Gli uomini di quel Castello giurarono poi fedeltà al Vescovo. Nel 1179 Guglielmo, Vescovo di Lucca, dava a titolo di enfiteusi la terza parte del Castello ad Ugo Conte di Lavagna ('), ed a Conemondo e Superbo di Ugolinello di Castelvecchio. Nel 1301 l'altro Vescovo Enrico II faceva donazione a Dino di Sala di due molini e di un folle (2) in quel territorio, presso l'acqua del Serchio. Nel 1310 poi dava in feudo beni con casa nel Comune di Sala, e la quarta parte del Poggio di Castelvecchio a Francesco di Dino di detto luogo (3) coll'annuo canone di soldi 7, e coll'obbligo di ricevere il Vescovo e la sua famiglia nella propria casa ogni qualvolta si fosse recato a Sala, e con giuramento di fedeltà. Finalmente nel 1398 il Vescovo Nicolò I vendeva per anni tre, col patto che dessero ogni anno sette fiorini, la esazione dei frutti, dei proventi e delle rendite a lui spettanti sui Comuni di Livignano, Caprignana, e Valle (Vicarìa di Camporgiano), le quali sembra fossero attinenti al feudo di Piazza e Sala. Il 22 gennaio poi del 1442 Andrea e Giovanni di Magliana (oggi Magliano) vendevano al Vescovo di Lucca le loro porzioni sopra un tratto di terra presso Sala.
I Castelli di S. Michele, di S. Donnino, e di Croce furon distrutti nelle guerre avvenute in Garfagnana dopo la Contessa Matilde, e nella divisione dei partiti verso il 1179; e fu allora che sorse l'altro Castello sul monte di Sala, denominato Castelvecchio, come si è detto, che venne distrutto per la prima volta
(') I Conti di Lavagna erano i Fieschi, discendenti da Fiesco fratello di Opizio da cui vennero gli Opezzinghi. Questi Fieschi Conti di Lavagna possedettero per molto tempo il Castello di Sala, insieme coi Gherardinghi e consorti, come risulta da un istrumento del 31 luglio 1278 rogato da Raimondo di Benedetto, in Sala presso la casa q. Bonvicini.
(2) Folle o Follo dicesi una macchina per battere o follare la canape, che spesso trovasi unita ai molini.
(3) Dall'Albero genealogico di questi Conti risulta che Francesco di Dino fosse anche Conte di Ceserana.
Raffaelli - Piazza al Serchio - pag.11 (continua) (torna inizio)