Raffaello Raffaelli  - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879

godere de' molti privilegi concessi ai loro antenati da Federigo II nel 1242, confermati poi dall'Imperatore Carlo IV, che li esoneravano da qualunque gravezza reale e personale. Ciò risulta eziandio da un decreto di Ercole II dato a Ferrara il 20 giugno del 1554, a favore della famiglia dei Nobili Spinetta di S. Michele, in cui sono richiamati anche i privilegi precedentemente concessi alla medesima da Federigo, e da Carlo, e confermati dagli Estensi nel 1470 e nel 29 aprile 1533 (').

Il 9 di agosto del 1341 S. Michele, al pari delle altre terre che il Marchese Spinetta Malaspina possedeva in Garfagnana, e sulle quali aveva l'alto dominio, fu venduto alla Repubblica Fiorentina per mezzo del Procuratore Buonaventura da Castagneto, la quale rilasciò poi tutti i paesi acquistati in feudo al venditore.

La invasione di Castruccio, e le vicende politiche di quell'epoca ridussero i Signori di S. Michele in tristi condizioni, come vien comprovato, fra gli altri, da uno strumento di vendita che faceva certa Giovanna del fu Franceschino della casa di Guido, di una pezza di terra nel territorio di Sala il 12 aprile 1346 (2). Nel 1300 esisteva ancora un sigillo di Paolo, Conte di S. Michele; ed anche al dì nostri conservasi in quella famiglia l'arma degli antichi Conti, nel cui campo è l'acquila bicipite. Sebastiano de' Nobili Spinetta il 3 agosto 1827 ricorreva al Governo, rappresentando, che in virtù dei sovraccennati privilegi, la sua famiglia era esente da qualsiasi onere reale e personale; e che, essendo nata contestazione nell'anno 1755 fra i suoi maggiori e gli uomini di S. Michele in ordine all'esenzioni da loro ab antiquo godute, si devenne ad una transazione, come da rogito Dini del 15 aprile di detto anno. Fu quindi concordemente stabilito: 1.° Che rispetto ai taglioni, ed altre gravezze che potevano imporsi in avvenire per occasioni di guerre, dovessero i Conti Nobili Spinetta pagarle indistintamente come gli altri comunisti. Che rispetto alle colte ordinarie, ed ai frutti di censi, sebben contratti in occasione di guerre, fossero i medesimi obbligati a pagare la metà soltanto delle gravezze che venissero imposte dalla Comunità di semestre in semestre, o di anno in anno.

(') La pergamena portante il suddetto decreto trovasi ancora presso la stessa famiglia di S. Michele.

(2) Archivio di Stato di Lucca, fra le scritture di Giov. Battista Orsucci.

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