Raffaello Raffaelli - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879
ANTICO MONASTERO DI S. FRANCESCO
Sul crinale del colle che s'alza a levante di Pievefosciana, esisteva un Convento, fondato nel 1435 dal Beato Ercolano da Piegale in quel di Perugia, dell'ordine di S. Francesco, in un terreno regalato all'uopo dal Comune, con un bel parco all'intorno, cinto di mura, in buona parte ancora intatte (1). Al tempo della rivoluzione francese venne soppresso, e molti degli arredi sacri e delle cose più pregevoli di quella chiesa, che era piuttosto bella, furono ereditate dalla Plebanale di Pievefosciana, Primeggia fra queste un bassorilievo della SS. Annunziata di Luca Della Robbia. Tutta quella proprietà fu acquistata dal Sig. Giov. Battista Quilici di Castelnuovo.
Il P. Ercolano moriva nel 1451, in odore di santità, al pari dell'altro suo compagno Beato Jacopo da Pavia. Coll'andare del tempo si era perduta la memoria del luogo di sua sepoltura. La tradizione però diceva che le ossa del Santo erano a S. Francesco; ed uno dei più vecchi della Terra indicava il sito preciso dove era convinto che giacessero infallibilmente. Essendo antichissimo il desiderio della popolazione di rintracciarle, nella mattina del 2 gennaio 1856, si cominciarono l'escavazioni, e dopo sette ore di lavoro, fu rinvenuto, alla profondità di metri 1.50, un sarcofago di pietra arenaria colle iniziali R.B.H. interpretate: Reliquiae Beati Herculani. Il giubilo della popolazione che aveva ab immemorabili professato un culto speciale all'umile Fraticello, fu grande e universale. Colla rapidità del baleno si sparse per tutto la nuova della invenzione. e nella sera stessa fu festeggiata quasi dalla intera Garfagnana col suono delle campane, e con fuochi di esultanza. La dimane il Sindaco, il Pievano e il Notaro della Curia si recarono colassù per la debita ricognizione, e ne stesero atto solenne. Quindi le reliquie vennero portate processionalmente, con immenso concorso di popolo e sfarzo di lumi, alla chiesa madre, e poste nel primo altare a destra alla venerazione dei fedeli. La causa del buon Servo di Dio fu deferita tosto alla Sede Apostolica, la quale, dopo lungo e maturo esame, proclamò Ercolano degno dell'onor degli altari. A compiere gli altri atti di uso fu designato Mons. Bernardi Vescovo di Massa, che si condusse
(1) In ordine alla fondazione di questo cenobio si può consultare la Bolla del Pontefice Eugenio IV del 1434, e gli Annali dell'Ordine de' Francescani.
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