Raffaello Raffaelli  - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879

S I L L I C O

Questo paese, alto ben 714 metri sul mare, si scorge quasi da ogni punto della Garfagnana. Giace su di un contrafforte dell'Appennino, sul ripido dosso di un monte, che solamente in cima alla Terra comincia a digradare in un piano ancora assai inclinato, che continua fino alla sommità del versante del fiume di Ceserana. Proprio al terminare della salita sorge l'antica torre quadrata del Castello, di proporzioni non comuni, avendo ogni lato 12 metri di larghezza. Da quest'altura si dovea stupendamente osservare all'intorno, e difender la Terra dagli assalti nemici. Ma anch'essa fu smantellata, quando la civiltà progrediente affratellava i popoli e le nazioni, e distruggeva gli odii e le gelosie fra i figli della stessa madre. Nonostante le sue mura sono ancora alte 10 e 12 metri; e in cima a cedesti avanzi, di proprietà privata, siede non più il fiero Marte, ma sì la bella Dea Pomona.

Le strade dirette nell'interno sono molto scoscese e sembra di salire, in alcuni punti, per una faticosa scala. V'hanno peraltro delle vie traverse, che con varie girate conducono per tutto il paese, il quale si compone di 82 case, con 78 famiglie, che danno una popolazione di 350 anime.

Ma la Parrocchia, compresa la Cappellania di Capraia, di cui ci intratterremo più innanzi, abbraccia 135 case, con 130 famiglie, e 756 abitanti. La sua antica chiesa, con soffitta in legno formata da grosse travi sporgenti e incrociantisi ad angolo retto, con degli ornati e nei lati e nel centro dei quadri, che ricordano le costruzioni dei secoli XVI e XVII, venne demolita anni sono, colla idea d'ingrandirla, ma senza lo spazio necessario all'uopo. I lavori del nuovo tempio, a tre navate, furono cominciati con grande alacrità, ma rimasero assai presto sospesi per manco di danaro. Il paese restò quindi privo per molto tempo di una chiesa capace di accogliere la numerosa popolazione, e fu giocoforza servirsi di un piccolo Oratorio, di giuspatronato della famiglia de' Conti Carli, ora devoluto al Demanio. Oggi per altro il sacro edifizio è quasi compiuto; e non andrà guari che il disegno del compianto C.G. Carli sarà in ogni sua parte finito. Fra i sette altari che lo adornano avvene alcuno assai bello, ricco d'intagli e di ori. Merita pure di essere ricordato un quadro col Crocifisso in mezzo e con S. Onofrio e S. Biagio genuflessi ai lati in atto di adorazione. E' un

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