Raffaello Raffaelli - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879
nobile esempio di questa industriosa popolazione, che conta soltanto dalle 342 alle 350 anime, divise in 54 famiglie, delle quali 12 abitano l'altro villaggio situato nella prossima valle al sud-est, nominato Capraia di là, e le altre 26 giacciono disseminate su per l'Alpe, alla distanza talune di 6 chilometri, il nobile esempio, dicevamo, valga a muovere e ad incoraggiare tanti altri paesi, che, sotto colore di non aver mezzi, non sanno provvedere ai loro più vitali bisogni. Egli è certo che quando un popolo è unito e ben diretto, sia pure poco numeroso e povero, è capace di far cose che a prima giunta sembrerebbero impossibili. E' proprio vero che: Volere è potere!
A codesto Santuario, che ora è sacro al Nome di Maria, traggono i fedeli anche da lungi nei mesi di maggio e di settembre, per devozione alla Vergine miracolosa, come lo attestano i molti voti che pendono dal suo altare. Or sono 47 anni cominciò ad avervi sede un Cappellano, che vive di spontanee oblazioni, e serve di pastore spirituale a quei montanari. Prima di quel tempo vi risiedeva un Eremita, che andava a questuare all'intorno pel mantenimento dell'Oratorio, che era ufficiato soltanto alla festa da un sacerdote che vi si conduceva dal Sillico. Questo paese è antico; aveva un castello e dovea essere un sito molto forte e ben difeso, se per combatterlo fu necessario mettere in opera (come dice la tradizione fra quelle genti) delle macchine guerresche che lanciavano grosse palle di sasso, delle quali si veggono ancora due sulla porta, che è a principio della strada che mette alla chiesa; la quale è ricordata nella solita Bolla di Alessandro III sotto il titolo dei Santi Jacopo e Cristoforo, e fu (stando al Repetti) un giorno Chiesa Parrocchiale. Il 12 maggio 1374 venne unita a quella del Sillico, ed ebbe per titolare Santa Lucia.
Diversi fatti rammentano l'antichità di questo luogo, assai forte nei tempi di mezzo. Nel luglio dell'anno 1356 i figli di Castruccio degli Antelminelli, Arrigo e Vallerano, cacciati dal Lucchese e ritiratisi nei possessi che avevano ancora in Garfagnana, immaginarono impadronirsi di quello Stato, ed accozzato un corpo di 400 cavalli e 2000 fanti, si recarono ad assediare Castiglione, che tenevasi dai Pisani. Corsane tosto la notizia a Pisa, fu immantinente spedito a quella volta un esercito di 700 cavalli e 6000 fanti, sotto il comando di quel Podestà, Biondo degli Ubertini. Giunti alle viste del castello,
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