Raffaello Raffaelli - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879
gli Antelminelli vedendosi sopraffatti dal numero, abbandonarono la piazza, ritirandosi nelle montagne, e dirigendosi verso Caprarola (oggi Capraia), ove presero il forte che vi esisteva e che era guardato dai Pisani. Conosciutosi questo fatto da Biondo, si spinse sollecitamente, con buona parte della sua truppa, verso quel luogo, e dopo fiera zuffa potè riconquistare il castello, in cui fu fatto prigioniero dagli Antelmineli Stefano Benedetti del paese stesso che lo difendeva valorosamente pei Pisani, e poco dopo venne impiccato. Allora la repubblica di Pisa per mostrare la propria gratitudine, e per premiare in qualche modo la fedeltà del Benedetti, assegnò ai suoi figli Nicolao, Andrea Stefanuccio e Pietro due fiorini d'oro al mese a beneplacito.
Nell'esercito Pisano venuto in Garfagnana in tale occasione, servirono Collettorio Tonelli di Santa Maria di Albiano (Pieve di Monte Sigradi) ed Arrighetto, il primo bandito il 14 aprile di detto anno 1356 nel taglio della testa, per avere ucciso Arrigo Bonturi di detto luogo; ed il secondo bandito solo nella persona; e tanto si distinsero per valore, fedeltà e coraggio nell'assalto di Capraia, che meritarono la grazia della Repubblica, e furono ambedue completamente assolti (1) a forma di un bando emesso dallo stesso capitano Biondo degli Ubertini. In quella occasione i contadini lucchesi ebbero a pagare 500 fiorini pel mantenimento di 250 fanti pel termine di un mese. Dagli atti dell'Archivio di Stato in Lucca risulta che nel novembre del 1355, era stata fatta un'altra spedizione dei Lucchesi contro Capraia per ricuperarla dalle forze pisane: e sembra che fossero obbligati anche i contadini a prendervi parte con armi e bagagli; ma senz'alcun risultato. Un altro fatto relativo al suddetto paese di Capraia trovasi registrato negli atti dell'Archivio Pisano.
Nell'anno 1356, alcuni malfattori rapirono un figlioletto di 23 mesi a certo Giovanni Cacaferro della Vicaria di Pietrasanta, insieme con molti arnesi del valore di cento fiorini d'oro, e li trasportarono a Capraia. Nè vollero restituire al padre il bambino rapito, finché non ebbero ricevuta la somma di 150 fiorini d'oro, a titolo di ricatto. II Cacaferro fece ricorso agli Anziani del Popolo di Pisa, i quali deliberarono che si commettesse al Vicario imperiale di Pietrasanta di verificare
(1) Archivio Pisano; Provvisioni.
Raffaelli - Pieve Fosciana - pag.16 (continua) (torna inizio)