Raffaello Raffaelli - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879
Sulla strada, appellata Romana, che da Castelnuovo metteva a S. Romano, trovasi poco sotto il paese di Pontecosi una chiesa col titolo della Madonna del Ponte, che fu ampliata, e quasi costrutta di nuovo, or saranno 20 anni. Ha sortito il suo nome dal Ponte di pietra ad un solo arco molto elevato (che rammenta quello della Maddalena al Borgo a Mozzano) gettato a pochi passi dal Santuario sul fiume di Corfino o di Mozzanella.
Ora saremmo sulla strada che mette a S. Romano; ma per seguire l'ordine che ci siamo proposti dovremmo ricalcare le nostre orme, toccare nuovamente Pievefosciana, per muover quindi verso la Cumunitą di Castiglione.
ACQUE TERMALI DI PIEVEFOSCIANA
Alla distanza di circa un chilometro, dalla parte orientale di Pievefosciana, presso la strada che conduce al Sillico, scaturiva da remotissimi tempi una copiosa sorgente di acque termali, la cui efficacia per molte malattie cutanee ed interne era assai conosciuta anche prima del secolo XVII; nel quale gią si raccoglievano in apposito locale per servire ad uso di bagni, che producevano effetti sorprendenti, non minori di quelli che si ottenevano colla bibita delle acque stesse (i). Spedivansi pure in lontani paesi, essendo provato che mantenevano la loro portentosa efficacia anche lungi dalla sorgente, e per lunghissimo spazio di tempo (2).
Il Dott. Jacopo Lavelli di Castelnuovo enumerando, fino dal 1609, le moltissime malattie cui riusciva eminentemente proficuo l'uso di quelle acque, assicurava averne egli stesso esperimentati nella lunga sua pratica i pił mirabili effetti (3). Il Dott. Simonelli, altro medico valente di quell'epoca, scrisse un trattato sui Bagni di Pievefosciana, ma sventuratamente non fu reso di pubblica ragione.
(1) Rogito Gio. Battista Magnani de' 2 aprile 1609, nell'Archivio Notarile di Castelnuovo, P. 2.
(2) Parrucchini D. Gio. Battista; Giornale dei Letterati in Venezia 1722. Tom. II.
(3) Lettera del Dott. Lavelli pubblicata il primo settembre del 1609; che fu riportata anche dal Dott. Domenico Vandelli al cap. 77 dell'Analisi di alcune acque medicinali del Modenese; mentre al cap. 3 trattava di quelle di Pievefosciana e di Torrite.
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