Raffaello Raffaelli - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879
Al Sillico avvi una scuola mista. Più innanzi parleremo dell'Educandato Raffaelli-Torriani, nel quale si attende alla istruzione e alla educazione delle giovinette.
Per opera del Sindaco, Cav. Sebastiano Lorenzetti, che con tanta intelligenza, abnegazione ed indefessa cura governa da circa 30 anni codesto Comune, venne aperta (or sono quattro anni) una Fiera, che si tiene alla Pieve nel lunedì successivo alla Domenica in Albis, colla durata di tre giorni. Il paese se ne vantaggia grandemente; ed il fine del valente Sindaco (che non dubitiamo di porre nel novero dei più saggi e provvidi amministratori) può dirsi omai, colla esperienza alla mano, pienamente raggiunto. E la sua destrezza nel maneggio della cosa pubblica gli farà vincere le difficoltà e gli ostacoli che sin qui, per una cotale, direi quasi, maligna influenza del fato, si sono incontrati per attuare un'altra bella ed utilissima opera, voglio dire un Canale irrigatorio nel Piano della Pieve.
Codesto lavoro, di cui si cominciò a rilevare i vantaggi, quando si videro i grandi benefizi recati all'agricoltura da quello di Gallicano, fu caldeggiato assaissimo dal Duca Francesco V, che nell'ottobre del 1857 si condusse in persona a visitare i fiumi del Sillico e di Castiglione, per vedere da quale de' due fosse più conveniente dedurre le acque: e incaricò l'Ingegnere Malaspina di fare gli studii necessarii, e redigere quanto prima un dettagliato progetto. E tanto gli stava a cuore questa faccenda, che eccitava il Marchese ad aver tutto compiuto nel mese di agosto. Ma il disegno e la relazione fu presentata solamente nel novembre del 1858, ed ebbe la piena approvazione del Sovrano. Il quale ordinò che si convocassero tosto i Consigli dei due Comuni interessati (Pieve e Castelnuovo), per distribuire in giusta misura le spese occorrenti pel grande lavoro. Concesse il diritto della espropriazione forzosa; dette facoltà di contrarre i prestiti necessari, da ammortizzarsi poi coi redditi della irrigazione; ed assegnò a carico dello Stato la somma di L. 15,000. Da ultimo accennava esser suo volere che si adottasse pel nuovo Canale il Regolamento che aveva fatta già buona prova per quello di Gallicano, salve le modifiche alle cifre, che doveano determinarsi a fatti compiuti. Il progetto Malaspina fu seguito da un altro del nostro valente Ingegnere Giovanni Cozza; e quasi che anche questo non bastasse, ne fu commesso un terzo all'Ingegnere Stefani. Con tutto ciò, ogni cosa sta sino ad oggi esclusivamente sulla carta; nè sappiamo
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