Raffaello Raffaelli  - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879

forma la più bella contrada, lastricata di recente a grosse pietre di macigno ridotte a scalpello, e fiancheggiata da belle case, che appartengono alle primarie famiglie del medesimo; il quale (quantunque a prima giunta non sembri) si eleva 369 metri sul livello del mare misurati al Palazzo Municipale. Conta 189 case tutte unite, e 60 sparse nella bella campagna all'intorno, le quali danno ricetto a 291 famiglie aventi 1523 abitanti.

La sua chiesa, posta sovra un piano un poco elevato quasi in fondo alla Terra, è dedicata a S. Gio. Battista, ed è piuttosto grande, a tre navate, con quattro archi per parte a tutto sesto, che poggiano sopra colonne di macigno. Della stessa pietra è formato l'esterno della facciata e le mura interne del Santuario, che sono state ricoperte (al pari di tanti altri monumenti italiani) di gesso e di bianco, togliendo così, per corruzione dell'arte, il carattere grave, dignitoso e severo che l'artefice avea voluto imprimere al luogo santo.

Negli anni 1839 e 1853 fu abbellita di un piccolo, ma elegante pulpito, e di una bella balaustrata, sotto il presbiterio, di marmi di Carrara e di Portovenere, per munificenza della famiglia Giovannetti, come lo attestano le iscrizioni che si leggono scolpite in quei monumenti.

Da molti questo tempio si vuole opera della Contessa Matilde. Altri però, e fra questi il Repetti, asseriscono che l'edificio non è più antico del secolo XV; e che la leggenda della facciata, che rammenta la figlia di Bonifazio, è di scalpello moderno (1). A noi pare che si possano conciliare le due opinioni. Difatti il Pacchi cita un documento del 1398 dal quale emerge che le Comunità del Piviere di Fosciana si obbligarono alla restaurazione della chiesa di detta Pieve. Dunque esisteva già da molti anni, se l'edace dente del tempo l'aveva logora per guisa da esigere restauri e riparazioni. Quindi non sarebbe improbabile che la gran donna avesse in realta fatto edificare codesta chiesa, la quale, diventata vecchia e poco adatta ai bisogni della crescente popolazione, sarebbe stata dal nuovo architetto ingrandita e modificata in modo da togliere il tipo della primitiva struttura. A rammentare però ai tardi nepoti la generosità della grande Contessa, chè il succedersi di poche generazioni non poteva aver seppellito nell'oblio, sarebbero

(1) HEC MATILDIS OPUS PERFECIT FABRICA TEMPLI PRAESIDIS AUXILIO PLEBS PIA CUNCTA SIMUL A. D. MDCCLXX. AUSPICIBUS D. D.

Raffaelli - Pieve Fosciana - pag.5                  (continua)           (torna inizio)